domenica 25 novembre 2012

Apple Pie - Torta di mele americana



Eccomi eccomi! Come promesso, finiamo il menù proposto per il Thanksgiving 2012 con la ricetta di questa torta davvero insuperabile. Come detto, richiede pazienza, ma verrà ricompensata con un piacere per il palato che non dimenticherete. 
INGREDIENTI
Per la base
320 g farina
un pizzico di sale
½ cucchiaino di lievito per dolci
200 g burro freddo e tagliato a tocchetti
acqua fredda q.b. (5 cucchiai circa)
1 cucchiaio di aceto di mele
Per il ripieno
5 mele gialle (Granny SMITH se possibile)
120 g zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
un pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella
una spolverata di noce moscata
una spolverata di chiodi di garofano
1 cucchiaio e ½ maizena
30 g burro
1 uovo piccolo sbattuto con un cucchiaio d’acqua
zucchero di canna per spolverare
PREPARAZIONE
Per la pasta l’ideale sarebbe farla un giorno in anticipo e lasciarla poi in frigo per una notte a raffreddare. Tutti gli ingredienti, farina compresa vanno freddi di frigo, il burro andrebbe posto in freezer per 10 minuti prima di usarlo.
Nel boccale del Bimby, lavorare per 10” vel. 5 farina, lievito e sale con in burro freddo ottenendo un impasto di briciole. Unire l’aceto e un po’ di acqua (meno ne mettiamo meglio è) e impastare per altri 10”. Rovesciare l’impasto su della pellicola, richiuderlo all’interno e impastare attraverso la pellicola. Dividerlo poi in due parti e formare due dischi appiattiti da lasciar raffreddare in frigo per tutta la notte prima di stenderli e farcirli.
Il giorno dopo, stendere un dei dischi in uno strato di circa 3 mm e foderare una tortiera a bordi alti imburrata, lasciando sbordare la pasta di circa 1 cm poi riporre in frigo per almeno 30 minuti.
Per il ripieno, pulire le mele e tagliarle a fettine, poi metterle in una terrina e unire zucchero, limone, sale e spezie. Lasciar riposare per mezz’ora.
In un pentolino mettere a sciogliere il burro e unire poi il succo delle mele marinate lasciando cuocere per circa 5 minuti fino a caramellizzazione quasi avvenuta. Intanto incorporare la maizena alle mele e mescolare bene, poi rovesciare il caramello sopra alle mele e mescolare. Trasferire il ripieno sulla pasta già stesa, concentrandolo al centro.
Stendere l’altro disco di pasta, tagliarlo a strisce e creare il tipico intreccio come in foto. Mettere in frigo per circa mezz’ora.
Scaldare il forno a 210°. Una volta raffreddata pennellare la torta con uovo sbattuto e acqua, spolverare con zucchero di canna e cuocere alla base del forno (più in basso possibile) per circa 45’. Coprire con carta stagnola se tende a bruciare sopra. Servire calda.

giovedì 22 novembre 2012

Panini al burro e latticello – Buttermilk Biscuits



Per questi panini spenderei una parola. Sono STREPITOSI!!! Buoni davvero, friabili, e soffici. Adatti anche per la colazione o la merenda dei pargoli, deliziosi serviti caldi. E' anche possibile renderli dei panini dolci molto simili agli scones aggiungendo 50 g di zucchero invece dei 15 scritti qui e spolverandoli con dello zucchero appena prima di infornarli. Vi assicuro che, per il poco lavoro che richiedono, vi faranno fare un figurone. 
INGREDIENTI (per 10 panini)
260 g di farina 00
10 g lievito in polvere
un pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
15 g zucchero
50 g burro raffreddato a pezzetti
200 g latticello (oppure se non lo trovare 150 ml yogurt naturale, 1 cucchiaio di succo di limone e 50 ml di latte)
PREPARAZIONE
Arturo e Kiwi ti segnalano che
questa ricetta è adatta ai più piccoli!
Scaldare il forno a 250°. In una terrina mescolare farina, lievito, bicarbonato, zucchero e sale. Aggiungere il burro e lavorare con le dita cercando di sbriciolare l’impasto. Poi incorporare il latticello e mescolare. Girare l’impasto sulla spianatoia e impastare il minimo indispensabile per ottenere un impasto legato. Creare una palla e schiacciarla formando un disco dello spessore di circa 2,5 cm da cui, con l’aiuto di un coppapasta o di un bicchiere otterremo dei panini tondi. Mettere i panini su un foglio di carta forno e poi infornare per 5 minuti a 250° poi abbassare la temperatura a 230° per altri 5 minuti o finchè saranno dorati.  

Jacket sweet potatoes cioè patate dolciii!



Continuo con il menù per il Thanksgiving 2012!
JACKET SEET POTATOES
INGREDIENTI
4 patate dolci della stessa dimensione
50 g burro salato a pomata
1 piccolo scalogno
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
30 g noci
3 rametti di timo fresco
PREPARAZIONE
Accendere il forno a 180°. Lavare accuratamente le patate e bucarle con una forchetta su tutta la buccia andando abbastanza in profondità. Infornare su una teglia per circa un’ora (il tempo può cambiare in base alla dimensione delle patate scelte).
Per il ripieno far sciogliere una noce di burro e aggiungere lo scalogno tritato e lasciarlo imbiondire. In una tazza mescolare al restante burro ammorbidito il timo fresco, le noci spezzettate, lo sciroppo d’acero e creare una crema. Una volta cotto aggiungere lo scalogno e amalgamare bene. Lasciar riposare a temperatura ambiente fino al momento di usarlo.
Sfornare le patate, praticare un’incisione nel senso della lunghezza e con una forchetta disfare l’interno e poi riempire con un cucchiaio di crema al burro e scalogno. Servire subito calde. 

Thanksgiving! Tasca di tacchino ripiena ai marroni con jacket sweet potatoes


Thanksgiving 2012. Oggi propongo un menù completo. Visto che proprio today in America si festeggia il giorno del Ringraziamento anche qui abbiamo fatto del nostro meglio. Certo là tutto oggi sarà sontuoso, ma qui ci si accontenta. Grazie a Amanda per il Freebies con i disegni del tacchino per la decorazione del tavolo e… accomodatevi in casa nostra!
Il menù è composto da: tasca di tacchino (perché un tacchino per due pare un po’ eccessivo per quanto buone forchette possiamo essere) con ripieno di marroni accompagnato da Jacket sweet potatoes. Ho anche preparato dei panini al burro e latticello e per finire una vera apple pie… Questa però penso ve la farò aspettare ancora qualche giorno! E’ veramente una delle torte più buone che abbia mai fatto, davvero, e quindi voglio lasciarvi un po’ lì con l’acquolina prima di soddisfare il vostro palato. Vi dico già che la pasta va fatta il giorno prima per poi lasciarla in frigo una notte quindi, capite subito che, per questo dolce la fretta è da mettere da parte!
Ready? Steady….GOOOOO!
TASCA DI TACCHINO AI MARRONI
INGREDIENTI
700 g petto di tacchino
200 g castagne lessate (io le prendo in Francia e sono davvero ottime!)
2 cucchiai di burro salato
1 cipolla piccola
1 costa di sedano
10 foglie di salvia fresca
un mazzetto di prezzemolo
1 bicchiere di brodo
300 g pane raffermo tagliato a cubetti e lasciato essiccare per una notte
1 bicchiere di vino bianco secco
sale & pepe
PREPARAZIONE
Tagliare il pane in piccoli cubetti, distribuirli in un unico strato e lasciarli seccare durante la notte, senza coprirli. In alternativa potete farli seccare nel forno a 150°C per 10 minuti senza farli annerire.
Sciogliere il burro in una padella quindi unire la cipolla pulita e affettata sottilmente e il sedano tagliato a rondelle. Cuocere, mescolando di tanto in tanto, per circa 5 minuti poi unire la salvia tagliata e cuocere per altri 5 minuti. Il sedano deve restare croccante.
Trasferire il composto con le verdure in una terrina capiente. Unire il brodo, le castagne sbriciolate grossolanamente, il pane indurito, il prezzemolo tagliuzzato, sale e pepe.
Su un tagliere praticare un taglio nella fesa di tacchino creando una tasca aperta solo da un lato, salarla dentro e fuori quindi riempire con il composto di pane e castagne. Chiudere con degli stuzzicadenti il taglio praticato. Disporre il tacchino in una pirofila da forno, imburrare leggermente, poi mettere il ripieno che avanza intorno alla teglia e spennellare il tacchino con del burro fuso. Infornare coperto con carta da forno a 180°C per 30 minuti, poi scoprire, bagnare con vino bianco e cuocere ancora per 20 minuti, finché è ben dorato. Se necessario bagnare di tanto in tanto col vino e i succhi di cottura. 

mercoledì 7 novembre 2012

Troccoli con le sarde e finocchi


Primi freddi, vade retro! Quest’anno ancora più freddino fuori dalla mia casetta perché la nuova casa è un po’ più su sul livello del mare! E io ooodio il freddo! Comunque, pare che io stia entrando nella parte e, quasi senza accorgermene, sembra che mi stia trasformando in una vera muntagnina e il freddo per ora non mi ha ancora preso alla gola come un mostro dagli occhi verdi (scusate la citazione Shakespeariana!).

Tant’è che il brrrrr porta anche cose belle e buone tipo i finocchi che a me piacciono un bel po’. Così, armata di un attrezzo da giardino graande e non meglio identificato tipo questo 
ma più lungo, mi son tolta un bellissimo finocchio dal nostro orticello e poi ho deciso di cucinarlo così. Il risultato è stato davvero soddisfacente. Occhio solo a non scolare troppo la pasta perché risulta asciutta, anche se la pasta è pastasciutta!!!
INGREDIENTI
500 g di troccoli
400 g sarde fresche
1 finocchio e ciuffi verdi
1 spicchio d’aglio
30 g pinoli
50 g uvetta passa
10 g di mandorle tritate
4 cucchiai di pangrattato
1 noce di burro
olio evo q. b.
sale fino e grosso & pepe
PREPARAZIONE
Pulire le sarde, lavarle, asciugarle e lasciare disposte su carta assorbente. Mettere l’uva passa in una tazza con acqua tiepida e far rinvenire. Mondare il finocchio tenendo da parte qualche barba verde e tagliarlo a spicchi eliminando la parte esterna più dura (che potremo usare per delle vellutate); cuocere al vapore finchè risulta appena tenero, ma non molliccio. Riscaldare il forno a 200°. Sbucciare l’aglio. Portare a bollore circa 3 litri d’acqua e poi salare. Far sciogliere il burro in una padella antiaderente, rosolare l’aglio e ripassare in padella i finocchi e un mestolo di acqua di cottura. Scolare l’uvetta e aggiungere ai finocchi insieme ai pinoli, alle mandorle. Salare e pepare. Buttare i troccoli nell’acqua bollente. Rivestire una placca da forno con carta forno inumidita e allinearvi sopra le sarde aperte con la pelle rivolta verso il basso, salare e pepare. Infornare 3 minuti. In una padella pulita mettere il pangrattato e farlo tostare con un cucchiaio di olio extravergine. Scolare la pasta al dente, lasciare umida e far saltare nella padella con i finocchi e i frutti secchi. Impiattare formando un nido, cospargere con il pangrattato, distribuire le sarde a raggiera intorno e completare con ciuffi di finocchio. 

domenica 23 settembre 2012

Pummarola ovvero la passata di pomodoro



Estate, tempo di pomodori e di conserve e anche noi non vogliamo certo essere da meno! Quest’anno, direttamente dalla nuova casa, ci dirigiamo verso casa Valentino dove ci attende un summit di massimi esperti di pummarola con comandante in prima, capo supremus maximus Carmen che, viste le sue origini, dirigerà la truppa dall’alto della sua esperienza. Comandante in seconda… un po’ tutti a parte io e Filli perché è la prima volta che prendiamo parte al grande evento e cercheremo più che altro di non fare danni.
Come tutti sanno, gli ingredienti necessari son ben pochi, ma la quantità beh, quella dipende! Nel nostro caso ci attendono 130 kg di pomodori e tanto tanto basilico portato... da noi! Abbiamo del super basilico quest’anno, evvai!

INGREDIENTI
pomodori
basilico
PREPARAZIONE
All’arrivo tutto il necessario è già stato approntato dall’efficientissima Piera e dalla Deni con sostegno logistico di Claudio.
8.30 - Ci si mette subito all’opera, non c’è tempo da perdere. Piera si occupa di monitorare l’aspetto igienico e si dedica quindi al lavaggio della materia prima e degli strumentopoli. La truppa, coordinata dalle abili mani di Carmen, comincia con la bassa manovalanza cioè taglio e pulizia dei pomodori. Qua non si guarda in faccia a nessuno e anche con un solo braccio, tutti possono e devono collaborare.

Man mano che si producono pomodori puliti, le possenti mani di Filli e di Frenky li schiacciano un po’. Le pentole cominciano a essere pronte e vengono quindi messe su uno dei 5 fuochi a disposizione. Una volta in cottura, con un mestolone gigante si procede al rimestaggio (lavoro non proprio dei più leggeri e piacevoli, problema n° 1 – il caldo, problema n° 2 – ci si fa la ceretta, il che può anche essere un bene).

I pomodori cominciano ad essere quasi pronti, scende in campo l’esperta e si attende che l’uomo del monde, o meglio la donna del monte dica sì. Arriva l’ok e si passa alla fase più delicata, scolare la polpa dal liquido! Si prepara il nostro colino agricolo e poi, ehi c’è bisogno di gente forzuta qui! Primo passaggio effettuato con successo. Si procede così fino ad esaurimento dei pomodori e delle pentole con il pomodoro cotto. Ci sono anche ben accetti “intrusi” che si riconoscono chiaramente dal fatto che non hanno un grembiule e che la loro camicia bianca è pulita che vengono a sbeffeggiare e dare consigli, vero Mario??? ma la truppa và avanti senza battere ciglio. Ore 11: ci si alterna alla ceretta e si fa una piccola pausa per rifocillare le nostre stanche membra con un po’ di pane, salame e formaggio. Poi si assaggia anche un po’ di anguria di produzione locale che viene lodata dall’intero reggimento.
L’avvicendamento continua intorno alle pentole mentre si comincia ad allestire il tavolo per passare il pomodoro alla macchinetta e invasare. La pummarola viene lasciata a raffreddare per poi poter essere passata.
Ore 13.30: nell’attesa si è fatta ora di pranzo e quindi si sale a rifocillarci dalla fatica.
Ore 14.30: Carmen batte il tempo. È ora di tornare in trincea! Io e Fiffi credevamo che il più fosse fatto, ma non sapevamo che il peggio doveva venire. Non tanto come lavoro, ma come analisi di come và fatto tale lavoro. E’ troppo calda, va bene, è liquida, è dura, teniamo l’acqua di scolo, buttiamola, facciamo la seconda passata, non facciamola, mettiamo due foglie di basilico, mettiamone di più, usiamo le mani, usiamo gli strumentopoli e chi più ne ha più ne metta. In ogni caso, tra uno scambio di opinioni e l’altro il lavoro procede a ritmo serrato e i tre mastri delle discussioni Carmen, Franky e Claudio tengono comunque la truppa impegnata al completo.
Alla fin fine si passa tutta la prima scelta e la polpa viene una meraviglia, poi si decide di ripassare lo scarto e qui i problemi si fanno sentire con continui inceppamenti della macchina e successivi scambi di opinione tra i conservatori e i fautori dello scarto.
Una volta terminato il passaggio alla macchina, eliminati i semini e le buccine la passata è pronta per essere invasata. Gli uomini di casa preparano i barili per la bollitura che sterilizza i vasetti mentre il resto dei commilitoni inizia a invasare: 2 o 3 o 10 foglie di basilico e poi pummarola fino al bordino o appena sotto o molto sotto che dir si voglia. Ognuno sostiene la sua tesi. Fiffi a forza di chiudere vasetti come un vero guerriero, si fa venire due mega calli nella polpa della mano, sostituisce Frenky, mani grosse. Fiffi passa a mettere i vasetti nei fogli di giornale. La produzione inizia ad essere numerosa, si comincia a preparare per la bollitura. Mauro, anche con un solo braccio a disposizione, fa la spola da acqua a barili. Nei barili Piera introduce una serie di stracci per evitare che i vasetti si rompano. E così man mano si procede fino a completare gli ingredienti. I vasetti bolliranno poi per circa 2 ore, dopo di che si lasciano raffreddare nell’acqua fino al giorno dopo. E così domani verremo a prendere i nostri soldatini.

Ed ecco qui tutti i soldatini schierati in formazione. Belli vero?


giovedì 23 agosto 2012

Jacket potatoes



Intanto cominciamo col cospargerci il capo di cenere… Scusate, scusate e ancora scusate la mia lunghissima e interminabile (anche per me) assenza. Davvero non ho avuto modo di stare dietro al mio amatissimo blogghino né di stare ai fornelli granché, cosa che mi duole ancor più. La ragione è semplice… ho cambiato casa! La grande novità è arrivata inaspettata e ci ha colto impreparati e così, in un vortice di cose da fare, la cucina è purtroppo passata in secondo piano.
Adesso però che siamo installati… ci sono una serie di buone notizie:
1.     la mia nuova cucina è enorme, bellissima e super efficiente. Piano di lavoro in acciaio inox da vera chef e fuochi professionali;
2.   abbiamo un giardino enorme, con tante erbette fresche e un grande spazio dedicato all’orto;
3.    abbiamo due nuovi cucciolotti: Otto, il bassotto e Gatty, il gatto (mi pare ovvio!);
Il terzo punto non vedo come possa beneficiare ad un blog di cucina, ma non si sa mai… volevo comunque inserirlo nelle grandi novità. In ultimo, non sono matta a parlare di me al plurale, ma voglio che anche il mio maritino (che di –ino non ha un granchè) entri a far parte dei grandi cambiamenti e così utilizzo il plurale. Oggi sono un po’ romantica, ma proprio un’anticchia, perché è il compleanno del nostro matrimonio.
Adesso bando alle ciance e parliamo di cucina! Ah no, volevo anche dire che mi sto cimentando anche nel gardening come a noi poliglotti piace chiamare “fare l’orto” cose che mi gusta assai, di cui certamente vedrete i benefici nelle mie ricette anche se non potrete sentire il gusto completamente diverso degli ortaggi coltivati da noi. La cosa, oltre a indubbi vantaggi… contribuisce a togliere tempo al blog. Comunque non temete, troverò il tempo per tutto!
Cucina? Allora, non so voi, ma qui in questi giorni si sono tolte patate e allora ecco una cosina che unisce i lavori dell’orto e il periodo di vacanze, che per noi sono quasi sempre all’estero e quindi… ricette dal mondo.

INGREDIENTI
Patate
Burro
Sale & pepe
Per i ripieni:
§  Tonno, Maionese
§  Formaggio Cheddar e prosciutto
§  Ricotta, pepe
PREPARAZIONE
Lavare bene strofinandole le patate lasciando la buccia che in teoria si potrà anche mangiare vista l’alta temperatura del forno. Con i rebbi di una forchetta bucherellare la patata, oliare bene la buccia e strofinare bene una manciata di sale sulla superficie.
Avvolgere ogni patata singolarmente in un foglio di carta stagnola, riporre su una teglia e infornare a 200 gradi per circa un’ora o comunque fino a quando infilando un coltello risulteranno morbide.
Arturo e Kiwi ti segnalano che
questa ricetta è adatta ai più piccoli!
Rimuovere il cartoccio, incidere la patata a croce e aprirla (occhio al vapore caldissimo che emaneranno… NON BRUCIATEVI!). Mettere un pezzetto di burro al centro e con una forchetta lavorare la polpa della patata per renderla simile a un purè. Salare, pepare, aggiungere gli ingredienti scelti. Se necessario ripassare al grill per un paio di minuti, in ogni caso vanno mangiate calde perché sennò perdono la giusta fragranza.
Per il ripieno potete sbizzarrirvi, noi qui abbiamo provato due grandi classici e cioè tonno con mayo e cheddar con prosciutto. Poi abbiamo provato con ricotta fresca di pecora e pepe.
Per voi… spazio alla fantasia e a ciò che più piace. Ottime anche con salmone affumicato, baked beans, scrambled eggs e chi più ne ha più ne metta.

giovedì 29 marzo 2012

Souvlaki di pollo con salsa tzatziki


E’ ormai tempo di prenotare le vacanze e quindi anche in cucina è tempo di riassaporare gusti nuovi… Oggi si va in Grecia con un piatto semplice ma gustoso. Provare per credere. PS: grazie a Enrico per il tagliere a forma di maialino... bello, vero?
INGREDIENTI
800 g di petto di pollo a cubetti di circa 2,5 cm per lato
origano
olio d’oliva
2 cipolle (facoltative)
2 peperoni verdi (facoltativi)
2 cucchiai di succo di limone
sale & pepe
Per lo tzatziki (da fare in anticipo oppure comprare fatto):
750 ml yogurt greco
1 cetriolo
3 spicchi d’aglio
¼ di cucchiaino di sale
3 cucchiai di olio d’oliva
3 cucchiai di aneto
PREPARAZIONE
TZATZIKI: mettere lo yogurt in un colino rivestito con un doppio strato di scottex e mettere in frigo per circa 6 ore appoggiato ad una terrina adatta a contenere il siero che uscirà. Una volta scolato, trasferire lo yogurt in una ciotola e aggiungere il cetriolo sbucciato e grattugiato, l’aglio tritato finemente, il sale  e l’olio. Coprire e far raffreddare bene. Prima di servire cospargere con l’aneto.
POLLO: sistemare il pollo in una terrina capiente, spolverare con l’origano e l’olio, salare, pepare e mescolare bene. Coprire con della pellicola e lasciar marinare in frigo per 6 ore circa, mescolando di tanto in tanto.
Dopo la marinatura, scaldare il grill alla massima temperatura. Mentre il forno scalda, preparare gli spiedini alternando carne a verdure se si utilizzano. Prendere un barattolo di vetro con tappo ermetico e versare dentro l’olio, il limone, sale & pepe. Chiudere bene e agitare energicamente fino a formare un’emulsione con cui dovrete spennellare i souvlaki. Adagiare gli spiedini sulla placca del forno e cuocere al grill per circa 15 minuti avendo cura di girarli a metà cottura e di spennellarli spesso con l’emulsione. Sfornare, spolverizzare con l’origano e servire subito accompagnati da salsa tzatziki. 

martedì 28 febbraio 2012

Bollito di manzo con topinambur

Ultimi pasti dell'inverno... bollito. Oggi il macellaio era in vena e così mi ha dato un bellissimo pezzo di bollito magro e poi un pezzo d'osso, credo di coscia (di mucca eh, non sua!) per dare sapore. Risultato più più superlusso. Peccato per la Hermany che se l'è perso! Bacio bacio braccio monco.
  
INGREDIENTI
Per il bollito:
500 g di bollito magro
1 carota, 1 cipolla, 2 coste sedano
4 chiodi di garofano
1 porro
1 pomodoro
1 ciuffo di prezzemolo
3 grani di pepe nero
1 cucchiaio e ½ di sale grosso
Per i topinambur:
700 g topinambur
250 ml panna da cucina
5 filetti d’acciuga
1 cucchiaio di burro
1 ciuffo di prezzemolo
sale
PREPARAZIONE
Per il bollito:
lavare e pulire le verdure, tostare la cipolla in forno per 10 minuti poi infilarci dentro i chiodi di garofano. Lavare la carne e tamponarla con carta da cucina. Disporre la carne sul fondo della pentola a pressione e coprire con circa 3 litri d’acqua calda e mettere il sale grosso. Togliere man mano la schiuma che si forma in superficie. Dopo circa ½ ora aggiungere le verdure e il pepe. Riportare a bollore e lasciar sobbollire per circa 1 ora. Togliere dal fuoco, affettare e portare in tavola accompagnando coi topinambur in forma.
Per i topinambur:
Pulire, pelare e lavare i topinambur e tagliarli a fettine sottili. In un tegame, far sciogliere il burro e le acciughe. Lasciare andare a fuoco bassissimo finchè non si spappolano da sole, poi adagiarvi sopra le fettine di topinambur e bagnare con la panna lasciando insaporire. Salare e portare a cottura coperto. Far rapprendere la panna scoprendo gli ultimi 5 minuti di cottura e aumentando il calore. Spolverare col prezzemolo tritato e, servendosi di un coppa pasta tondo, dare la forma.
PS: il brodo che si avanzerà dalla cottura della carne è ottimo per risotti e zuppe. Si può anche congelare in recipienti a chiusura ermetica tipo Tupperware e scongelare al bisogno.

Con questa ricetta partecipo al contest    

venerdì 10 febbraio 2012

Pollo alle mandorle con salsa di soia e contorno di cavolfiori al curry


Scusate… oggi và così, post personalizzato per la sorellina neofita in cucina. Nulla vieta di provare la ricetta anche se non siete mia sorella, comunque.
Hermanitaaaaa! Ecco la ricetta del pollo alle mandorle di cui ti parlavo per la cena coi parents di domenica. Se papà non gradisce la salsa di soia si può anche togliere, si toglie un po’ di sprint e di equilibrio ma viene buono lo stesso. Bacio!

INGREDIENTI
500 g petto di pollo
100 g mandorle pelate
100 ml passata di pomodoro
1 cipolla piccola
farina q.b.
4 cucchiai di salsa di soia
4 cucchiai di olio di semi di girasole
zenzero
sale
PREPARAZIONE
In una padella antiaderente far tostare e dorare le mandorle pelate con un cucchiaio di olio di semi. Tagliate i petti di pollo in piccoli cubetti e passateli nella farina. Tritate finemente la cipolla e grattugiate lo zenzero precedentemente pelato. Mettete in un wok 4 cucchiai di olio di semi di girasole e fateci appassire a fuoco basso per 10-15 minuti la cipolla e lo zenzero. Aggiungete i cubetti di pollo e soffriggeteli a fuoco dolce per circa 10 minuti rigirandoli di tanto in tanto. Aggiungete la passata di pomodoro e fate cuocere a fuoco basso per altri 15 minuti. Poi unite la salsa di soia, amalgamate bene gli ingredienti, aggiungete un paio di mestoli di acqua calda e mescolate per altri 5 minuti. A questo punto aggiungete le mandorle tostate, mescolando molto bene e servite.

martedì 24 gennaio 2012

Risotto mele e speck


Risottino, io ti adoro! I parents ci avevano portato dai mercatini di Natale un bel trancio di speck südtirol. Ma che fare? Tagliarlo al coltello mi mancava la maestria e così, con la mia faccina supplichevole, sono andata dal mio macellaio di fiducia, quello del paesino mio, e gli ho chiesto se perfa perfavore poteva affettarmelo per benino. E lui molto gentilmente ha detto di sì. Ecco che cosa ho preparato con alcune fettine… all’onda mi raccomando!
INGREDIENTI
320 g di riso
1 scalogno
1 l di brodo vegetale bollente
½ bicchiere di Marsala
100 g di gruviera
2 mele
100 g di speck
4 bacche di ginepro
1 foglia di alloro
30 g di parmigiano grattugiato fresco
60 g burro
sale & pepe
PREPARAZIONE
Pulire le mele e tagliarle a fettine. Affettare lo speck in striscioline sottili. In una padellina, far sciogliere 20 g di burro e unire le mele, lo speck, il ginepro leggermente schiacciato e l’alloro. Lasciar rosolare per circa 5 minuti, poi sfumare con parte del Marsala, lasciare evaporare, spegnere e togliere ginepro e alloro. In un tegame di coccio, soffriggere lo scalogno tritato con 10 g di burro poi aggiungere il riso e lasciarlo tostare per un paio di minuti. Portare a cottura aggiungendo il brodo ben caldo man mano che evapora. Mentre il riso cuoce, tagliare in fettine sottili la gruviera. Una volta cotto il riso, aggiustare di sale e pepare poi spegnere. Mantecare con parmigiano e 20 g di burro, mescolare e lasciar riposare 2 minuti. Disporre nel piatto alternando risotto, gruviera, mele e speck e terminare con risotto. Decorare con speck e mela in bella vista.

sabato 21 gennaio 2012

Macarons! Per tornare a sorridere...


Diciamo che il 2012 non è iniziato proprio col piede giusto… motivo per cui sono stata latitante nelle ultime settimane. Comunque, guardiamo avanti. 
Chi mi vuole bene sa che una mano me la si può dare anche tirandomi su il morale con dei dolcetti! Ed ecco che i miei parenti di Lyon se ne sono arrivati con questa deliziosa scatolina, già dall’aspetto molto promettente…


Aperto il bel pacchetto… MACARONS! Io li adoroooooooooo! 
Ce ne sono per tutti i gusti e me li mangerei tutti uno dietro l’altro, ma mi sono imposta di andarci con calma. Prima di finirli, ho però fatto qualche foto, tanto per ricordare qunt’erano buoni. Ancora non mi sono cimentata nel farli… ma prima o poi ci proverò! Per ora accontentatevi di guardare. Non si dice che anche l’occhio vuole la sua parte? Eccolo servito! 


Non posso partecipare, ma vorrei tanto... al prossimo contest...