mercoledì 23 ottobre 2013

Stufato di manzo alla birra



Lo so lo so lo so. Sono scomparsa dal blog! Vi chiedo scusa, ma questo è stato un anno di grandi rivoluzioni e novità. La più bella e grande novità è che a settembre è arrivata tra noi la nostra pupetta Amélie. La cosa, oltre a riempirci di gioia, ha riempito la casa anche di nuove priorità, cioè dedicarsi a lei e alle sue di necessità di cibo che nello specifico solo io posso soddisfare!!! Tempo per la cucina ridotto, tanto più quello per scrivere al PC! Ecco quindi una ricetta di sicuro successo, ma che non richiede di starci molto dietro.

INGREDIENTI
1 kg polpa di manzo
1 bottiglia da 66 cl di birra scura
½ bicchiere di Porto
2 cucchiai di aceto
2 grosse cipolle rosse affettate
2 cucchiai di farina bianca
Sale & pepe
PREPARAZIONE
Preriscaldare il forno a 160°. Lavare, asciugare e infarinare la carne. Adagiarla in una pirofila con coperchio abbastanza profonda e disporre sopra le cipolle in uno strato spesso. Versare nella pirofila la birra, il Porto e l’aceto, salare pepare e coprire con un foglio di alluminio, poi col coperchio. Porre il recipiente nel forno caldo e lasciar cuocere per circa 2 ore. Se la salsa dovesse risultare liquida, farla rapprendere in pentola per qualche minuto eventualmente aggiungendo un cucchiaino di fecola sciolta in acqua fredda. Affettare la carne e disporla sul piatto con la salsa alla birra. Buono l’accoppiamento con purea di patate. 

domenica 5 maggio 2013

Trofie con taccole e gamberetti


Primavera alle porte… anche se qui continua a fare un tempo orribile e piove da non so quanti giorni! Comunque nell’aria c’è odore di leggerezza e così, anche se il maritino si lamenta, ecco un piatto leggero. Ha inoltre il vantaggio di essere anche piuttosto rapido, ma di sicuro effetto.

INGREDIENTI
200 gr di taccole
200 gr di code di gambero
160 gr di trofie
12 pomodorini ciliegia
½ cipollotto bianco
1 limone (scorza)
prezzemolo
olio extravergine d'oliva q.b.
sale q.b.

PREPARAZIONE
Lavare le taccole, spuntarle e tagliarle a losanghine. Scottare le taccole in acqua bollente salata per 5-6 minuti, poi scolarle e sbianchirle subito in acqua fredda, per mantenere il colore verde brillante. Nel frattempo cuocere la pasta al dente.
Preparare un soffritto con un cucchiaio d'olio e il cipollotto tritato finemente.
Unire le taccole a pezzi e farle saltare nella padella del soffritto per qualche minuto. Aggiungere i gamberi e i pomodorini, chiudere con un coperchio e lasciar cuocere per 3-4 minuti a fiamma media.
Scolare la pasta, farla mantecare nella padella del condimento aggiungendo un po' di scorza di limone grattugiata. Tagliuzzare un po’ di prezzemolo fresco e quindi servire.

domenica 13 gennaio 2013

Frolla di castagne con pere e cioccolato


Ahi ahi ahi! Dieta post feste in corso… che tristezza per chi ama cucinare :-(. Però bisogna dire che ci andava. Nuoto e una regolata a tavola, un cliché… sembra di stare a Studio Aperto. Per non rattristarci troppo, io preferisco ricordare quella cena in cui la mia super amichetta Nadia, ottima cuoca di dolci, portò nella nostra casa questa leccornia. Ricordo ancora quel sapore paradisiaco. Davvero una torta squisita, di cui sono stata gelosissima e che non ho fatto assaggiare praticamente a nessuno della famiglia (sorry :-|). Eccone la ricetta. Special guest del blog, Nadiucola.
INGREDIENTI
500 gr di farina di castagne
150 gr di zucchero semolato
400 gr di burro ammorbidito
2 uova
sale
10 biscotti secchi
200 gr di cioccolato fondente
2 pere Abate
zucchero a velo qb
PROCEDIMENTO
Frullare al mixer la farina di castagne con zucchero e burro fino a quando l'impasto formerà delle grosse briciole. A questo punto, aggiungere le uova una alla volta e un pizzico di sale frullando finchè non si forma una palla di impasto abbastanza compatta.
Trasferire l'impasto sul piano di lavoro e lavorarlo il meno possibile aiutandosi con un po' di farina. Avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciarlo riposare in frigo per almeno 30’.
Suddividere la pasta in tre parti uguali, poi unirne due e stendere la frolla con il matterello tra due fogli di carta forno infarinati. Trasferire la frolla con la carta forno in una tortiera meglio se a cerniera foderandone bene la base e facendo salire la pasta anche sui lati. Bucherellare la pasta e ricoprirla con un leggero strato di biscotti secchi sbriciolati grossolanamente tra le mani. Sbucciare le pere, tagliarle a pezzetti e distribuirle sopra ai biscotti. Tritare il cioccolato fondente e spargerlo sopra ai pezzetti di pera. Prendere l’ultimo terzo di pasta e stenderlo in maniera che vada a coprire il ripieno di pere e cioccolato richiudendo il guscio della crostata, sigillando bene i bordi.
Cuocere in forno a 175 gradi per 35 minuti circa e completare con zucchero a velo una volta fredda.
Con questa ricetta partecipo anche al contest di Morena  

venerdì 4 gennaio 2013

Cioccolatini al fondente con Easy Choc di Silikomart



Buon 2013! Ahimè il periodo delle feste è passato e io avevo in serbo delle splendide foto della mia torta di Natale, ma metterle ora mi pare non abbia più tanto senso… Aiutoooo è quasi l’Epifania che tutte le feste si porta via! Se anche voi golosoni siete invasi dal cioccolato ecco come riutilizzarlo rendendolo personale e ancora più apprezzato se portato come dolcetto nelle cene che ancora ci attendono. Non si dice mai di no a un cioccolatino… ma di Panettone e Pandoro si comincia già a stufarsi un po’. Ecco allora una ricetta facile e veloce… ammesso che si abbiano gli strumentopoli giusti. Io ho finalmente utilizzato il Kit Easy Choc di Silikomart cher mi hanno regalato l’altro Natale e devo dire che è stata un’esperienza super positiva perché semplifica il lavoro e lo velocizza di molto. Provare per credere.
INGREDIENTI per circa 20 cioccolatini
300 g cioccolato fondente
20 nocciole
Stampi per cioccolatini in silicone
Kit Choccolata Easy Choc di Silikomart (non è fondamentale ma di certo garantirà un risultato migliore in molto meno tempo)
PREPARAZIONE
Temperare il cioccolato. Fate così: tritare il cioccolato finemente. Trasferirne 200 g nella ciotola in silicone Cocochoc di Silikomart e adagiarla su una pentola con due dita d'acqua. La pentola deve avere un diametro leggermente inferiore alla ciotola in modo che i bordi in silicone appoggino sul bordo della padella impedendo alla ciotola di cadere. La ciotola non deve stare nell'acqua ma beneficiare solo del vapore che farà sciogliere il cioccolato. Il cioccolato odia l'acqua quindi fate molta attenzione a non farne andare all'interno della ciotola.
Mettere la ciotola col cioccolato sulla pentola e far sciogliere a bagnomaria mescolando con la paletta termometro Thermochoc di Silikomart. Quando la temperatura del cioccolato raggiunge i 45° e il cioccolato sarà praticamente sciolto, togliere la ciotola in silicone dal fuoco e unire i restanti 100 g di cioccolato tritato. Mescolare finché non sarà sciolto e lavorarlo con la spatola al freddo fino a scendere ad una temperatura di 27°. A questo punto rimettere sul bagnomaria e scaldare nuovamente fino a 32°.
Far colare il cioccolato fuso nel colino dosatore Silikomart con il beccuccio liscio di misura media o grande e riempire gli stampi fino quasi al bordo. Io ho inserito all'interno la nocciola quindi regolarsi di conseguenza per riempire un po' meno, mettere nocciola e poi coprire. Una volta finito il cioccolato nel dosatore, passare una spatola sopra allo stampo per livellare il fondo dei cioccolatini e togliere il cioccolato in eccesso.
Riporre in frigo a solidificare per almeno un'oretta. E' ora doveroso far pulizia di tutti gli attrezzi pieni di cioccolato con spatoline, cucchiaini e, in ultimo, dita, prima di lavare via i residui di cioccolato.
Una volta indurito, ogni cioccolatino si potrà sformare facilmente.



Con questa ricetta partecipo al contest di Morena 

domenica 25 novembre 2012

Apple Pie - Torta di mele americana



Eccomi eccomi! Come promesso, finiamo il menù proposto per il Thanksgiving 2012 con la ricetta di questa torta davvero insuperabile. Come detto, richiede pazienza, ma verrà ricompensata con un piacere per il palato che non dimenticherete. 
INGREDIENTI
Per la base
320 g farina
un pizzico di sale
½ cucchiaino di lievito per dolci
200 g burro freddo e tagliato a tocchetti
acqua fredda q.b. (5 cucchiai circa)
1 cucchiaio di aceto di mele
Per il ripieno
5 mele gialle (Granny SMITH se possibile)
120 g zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
un pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella
una spolverata di noce moscata
una spolverata di chiodi di garofano
1 cucchiaio e ½ maizena
30 g burro
1 uovo piccolo sbattuto con un cucchiaio d’acqua
zucchero di canna per spolverare
PREPARAZIONE
Per la pasta l’ideale sarebbe farla un giorno in anticipo e lasciarla poi in frigo per una notte a raffreddare. Tutti gli ingredienti, farina compresa vanno freddi di frigo, il burro andrebbe posto in freezer per 10 minuti prima di usarlo.
Nel boccale del Bimby, lavorare per 10” vel. 5 farina, lievito e sale con in burro freddo ottenendo un impasto di briciole. Unire l’aceto e un po’ di acqua (meno ne mettiamo meglio è) e impastare per altri 10”. Rovesciare l’impasto su della pellicola, richiuderlo all’interno e impastare attraverso la pellicola. Dividerlo poi in due parti e formare due dischi appiattiti da lasciar raffreddare in frigo per tutta la notte prima di stenderli e farcirli.
Il giorno dopo, stendere un dei dischi in uno strato di circa 3 mm e foderare una tortiera a bordi alti imburrata, lasciando sbordare la pasta di circa 1 cm poi riporre in frigo per almeno 30 minuti.
Per il ripieno, pulire le mele e tagliarle a fettine, poi metterle in una terrina e unire zucchero, limone, sale e spezie. Lasciar riposare per mezz’ora.
In un pentolino mettere a sciogliere il burro e unire poi il succo delle mele marinate lasciando cuocere per circa 5 minuti fino a caramellizzazione quasi avvenuta. Intanto incorporare la maizena alle mele e mescolare bene, poi rovesciare il caramello sopra alle mele e mescolare. Trasferire il ripieno sulla pasta già stesa, concentrandolo al centro.
Stendere l’altro disco di pasta, tagliarlo a strisce e creare il tipico intreccio come in foto. Mettere in frigo per circa mezz’ora.
Scaldare il forno a 210°. Una volta raffreddata pennellare la torta con uovo sbattuto e acqua, spolverare con zucchero di canna e cuocere alla base del forno (più in basso possibile) per circa 45’. Coprire con carta stagnola se tende a bruciare sopra. Servire calda.

giovedì 22 novembre 2012

Panini al burro e latticello – Buttermilk Biscuits



Per questi panini spenderei una parola. Sono STREPITOSI!!! Buoni davvero, friabili, e soffici. Adatti anche per la colazione o la merenda dei pargoli, deliziosi serviti caldi. E' anche possibile renderli dei panini dolci molto simili agli scones aggiungendo 50 g di zucchero invece dei 15 scritti qui e spolverandoli con dello zucchero appena prima di infornarli. Vi assicuro che, per il poco lavoro che richiedono, vi faranno fare un figurone. 
INGREDIENTI (per 10 panini)
260 g di farina 00
10 g lievito in polvere
un pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
15 g zucchero
50 g burro raffreddato a pezzetti
200 g latticello (oppure se non lo trovare 150 ml yogurt naturale, 1 cucchiaio di succo di limone e 50 ml di latte)
PREPARAZIONE
Arturo e Kiwi ti segnalano che
questa ricetta è adatta ai più piccoli!
Scaldare il forno a 250°. In una terrina mescolare farina, lievito, bicarbonato, zucchero e sale. Aggiungere il burro e lavorare con le dita cercando di sbriciolare l’impasto. Poi incorporare il latticello e mescolare. Girare l’impasto sulla spianatoia e impastare il minimo indispensabile per ottenere un impasto legato. Creare una palla e schiacciarla formando un disco dello spessore di circa 2,5 cm da cui, con l’aiuto di un coppapasta o di un bicchiere otterremo dei panini tondi. Mettere i panini su un foglio di carta forno e poi infornare per 5 minuti a 250° poi abbassare la temperatura a 230° per altri 5 minuti o finchè saranno dorati.  

Jacket sweet potatoes cioè patate dolciii!



Continuo con il menù per il Thanksgiving 2012!
JACKET SEET POTATOES
INGREDIENTI
4 patate dolci della stessa dimensione
50 g burro salato a pomata
1 piccolo scalogno
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
30 g noci
3 rametti di timo fresco
PREPARAZIONE
Accendere il forno a 180°. Lavare accuratamente le patate e bucarle con una forchetta su tutta la buccia andando abbastanza in profondità. Infornare su una teglia per circa un’ora (il tempo può cambiare in base alla dimensione delle patate scelte).
Per il ripieno far sciogliere una noce di burro e aggiungere lo scalogno tritato e lasciarlo imbiondire. In una tazza mescolare al restante burro ammorbidito il timo fresco, le noci spezzettate, lo sciroppo d’acero e creare una crema. Una volta cotto aggiungere lo scalogno e amalgamare bene. Lasciar riposare a temperatura ambiente fino al momento di usarlo.
Sfornare le patate, praticare un’incisione nel senso della lunghezza e con una forchetta disfare l’interno e poi riempire con un cucchiaio di crema al burro e scalogno. Servire subito calde. 

Thanksgiving! Tasca di tacchino ripiena ai marroni con jacket sweet potatoes


Thanksgiving 2012. Oggi propongo un menù completo. Visto che proprio today in America si festeggia il giorno del Ringraziamento anche qui abbiamo fatto del nostro meglio. Certo là tutto oggi sarà sontuoso, ma qui ci si accontenta. Grazie a Amanda per il Freebies con i disegni del tacchino per la decorazione del tavolo e… accomodatevi in casa nostra!
Il menù è composto da: tasca di tacchino (perché un tacchino per due pare un po’ eccessivo per quanto buone forchette possiamo essere) con ripieno di marroni accompagnato da Jacket sweet potatoes. Ho anche preparato dei panini al burro e latticello e per finire una vera apple pie… Questa però penso ve la farò aspettare ancora qualche giorno! E’ veramente una delle torte più buone che abbia mai fatto, davvero, e quindi voglio lasciarvi un po’ lì con l’acquolina prima di soddisfare il vostro palato. Vi dico già che la pasta va fatta il giorno prima per poi lasciarla in frigo una notte quindi, capite subito che, per questo dolce la fretta è da mettere da parte!
Ready? Steady….GOOOOO!
TASCA DI TACCHINO AI MARRONI
INGREDIENTI
700 g petto di tacchino
200 g castagne lessate (io le prendo in Francia e sono davvero ottime!)
2 cucchiai di burro salato
1 cipolla piccola
1 costa di sedano
10 foglie di salvia fresca
un mazzetto di prezzemolo
1 bicchiere di brodo
300 g pane raffermo tagliato a cubetti e lasciato essiccare per una notte
1 bicchiere di vino bianco secco
sale & pepe
PREPARAZIONE
Tagliare il pane in piccoli cubetti, distribuirli in un unico strato e lasciarli seccare durante la notte, senza coprirli. In alternativa potete farli seccare nel forno a 150°C per 10 minuti senza farli annerire.
Sciogliere il burro in una padella quindi unire la cipolla pulita e affettata sottilmente e il sedano tagliato a rondelle. Cuocere, mescolando di tanto in tanto, per circa 5 minuti poi unire la salvia tagliata e cuocere per altri 5 minuti. Il sedano deve restare croccante.
Trasferire il composto con le verdure in una terrina capiente. Unire il brodo, le castagne sbriciolate grossolanamente, il pane indurito, il prezzemolo tagliuzzato, sale e pepe.
Su un tagliere praticare un taglio nella fesa di tacchino creando una tasca aperta solo da un lato, salarla dentro e fuori quindi riempire con il composto di pane e castagne. Chiudere con degli stuzzicadenti il taglio praticato. Disporre il tacchino in una pirofila da forno, imburrare leggermente, poi mettere il ripieno che avanza intorno alla teglia e spennellare il tacchino con del burro fuso. Infornare coperto con carta da forno a 180°C per 30 minuti, poi scoprire, bagnare con vino bianco e cuocere ancora per 20 minuti, finché è ben dorato. Se necessario bagnare di tanto in tanto col vino e i succhi di cottura. 

mercoledì 7 novembre 2012

Troccoli con le sarde e finocchi


Primi freddi, vade retro! Quest’anno ancora più freddino fuori dalla mia casetta perché la nuova casa è un po’ più su sul livello del mare! E io ooodio il freddo! Comunque, pare che io stia entrando nella parte e, quasi senza accorgermene, sembra che mi stia trasformando in una vera muntagnina e il freddo per ora non mi ha ancora preso alla gola come un mostro dagli occhi verdi (scusate la citazione Shakespeariana!).

Tant’è che il brrrrr porta anche cose belle e buone tipo i finocchi che a me piacciono un bel po’. Così, armata di un attrezzo da giardino graande e non meglio identificato tipo questo 
ma più lungo, mi son tolta un bellissimo finocchio dal nostro orticello e poi ho deciso di cucinarlo così. Il risultato è stato davvero soddisfacente. Occhio solo a non scolare troppo la pasta perché risulta asciutta, anche se la pasta è pastasciutta!!!
INGREDIENTI
500 g di troccoli
400 g sarde fresche
1 finocchio e ciuffi verdi
1 spicchio d’aglio
30 g pinoli
50 g uvetta passa
10 g di mandorle tritate
4 cucchiai di pangrattato
1 noce di burro
olio evo q. b.
sale fino e grosso & pepe
PREPARAZIONE
Pulire le sarde, lavarle, asciugarle e lasciare disposte su carta assorbente. Mettere l’uva passa in una tazza con acqua tiepida e far rinvenire. Mondare il finocchio tenendo da parte qualche barba verde e tagliarlo a spicchi eliminando la parte esterna più dura (che potremo usare per delle vellutate); cuocere al vapore finchè risulta appena tenero, ma non molliccio. Riscaldare il forno a 200°. Sbucciare l’aglio. Portare a bollore circa 3 litri d’acqua e poi salare. Far sciogliere il burro in una padella antiaderente, rosolare l’aglio e ripassare in padella i finocchi e un mestolo di acqua di cottura. Scolare l’uvetta e aggiungere ai finocchi insieme ai pinoli, alle mandorle. Salare e pepare. Buttare i troccoli nell’acqua bollente. Rivestire una placca da forno con carta forno inumidita e allinearvi sopra le sarde aperte con la pelle rivolta verso il basso, salare e pepare. Infornare 3 minuti. In una padella pulita mettere il pangrattato e farlo tostare con un cucchiaio di olio extravergine. Scolare la pasta al dente, lasciare umida e far saltare nella padella con i finocchi e i frutti secchi. Impiattare formando un nido, cospargere con il pangrattato, distribuire le sarde a raggiera intorno e completare con ciuffi di finocchio. 

domenica 23 settembre 2012

Pummarola ovvero la passata di pomodoro



Estate, tempo di pomodori e di conserve e anche noi non vogliamo certo essere da meno! Quest’anno, direttamente dalla nuova casa, ci dirigiamo verso casa Valentino dove ci attende un summit di massimi esperti di pummarola con comandante in prima, capo supremus maximus Carmen che, viste le sue origini, dirigerà la truppa dall’alto della sua esperienza. Comandante in seconda… un po’ tutti a parte io e Filli perché è la prima volta che prendiamo parte al grande evento e cercheremo più che altro di non fare danni.
Come tutti sanno, gli ingredienti necessari son ben pochi, ma la quantità beh, quella dipende! Nel nostro caso ci attendono 130 kg di pomodori e tanto tanto basilico portato... da noi! Abbiamo del super basilico quest’anno, evvai!

INGREDIENTI
pomodori
basilico
PREPARAZIONE
All’arrivo tutto il necessario è già stato approntato dall’efficientissima Piera e dalla Deni con sostegno logistico di Claudio.
8.30 - Ci si mette subito all’opera, non c’è tempo da perdere. Piera si occupa di monitorare l’aspetto igienico e si dedica quindi al lavaggio della materia prima e degli strumentopoli. La truppa, coordinata dalle abili mani di Carmen, comincia con la bassa manovalanza cioè taglio e pulizia dei pomodori. Qua non si guarda in faccia a nessuno e anche con un solo braccio, tutti possono e devono collaborare.

Man mano che si producono pomodori puliti, le possenti mani di Filli e di Frenky li schiacciano un po’. Le pentole cominciano a essere pronte e vengono quindi messe su uno dei 5 fuochi a disposizione. Una volta in cottura, con un mestolone gigante si procede al rimestaggio (lavoro non proprio dei più leggeri e piacevoli, problema n° 1 – il caldo, problema n° 2 – ci si fa la ceretta, il che può anche essere un bene).

I pomodori cominciano ad essere quasi pronti, scende in campo l’esperta e si attende che l’uomo del monde, o meglio la donna del monte dica sì. Arriva l’ok e si passa alla fase più delicata, scolare la polpa dal liquido! Si prepara il nostro colino agricolo e poi, ehi c’è bisogno di gente forzuta qui! Primo passaggio effettuato con successo. Si procede così fino ad esaurimento dei pomodori e delle pentole con il pomodoro cotto. Ci sono anche ben accetti “intrusi” che si riconoscono chiaramente dal fatto che non hanno un grembiule e che la loro camicia bianca è pulita che vengono a sbeffeggiare e dare consigli, vero Mario??? ma la truppa và avanti senza battere ciglio. Ore 11: ci si alterna alla ceretta e si fa una piccola pausa per rifocillare le nostre stanche membra con un po’ di pane, salame e formaggio. Poi si assaggia anche un po’ di anguria di produzione locale che viene lodata dall’intero reggimento.
L’avvicendamento continua intorno alle pentole mentre si comincia ad allestire il tavolo per passare il pomodoro alla macchinetta e invasare. La pummarola viene lasciata a raffreddare per poi poter essere passata.
Ore 13.30: nell’attesa si è fatta ora di pranzo e quindi si sale a rifocillarci dalla fatica.
Ore 14.30: Carmen batte il tempo. È ora di tornare in trincea! Io e Fiffi credevamo che il più fosse fatto, ma non sapevamo che il peggio doveva venire. Non tanto come lavoro, ma come analisi di come và fatto tale lavoro. E’ troppo calda, va bene, è liquida, è dura, teniamo l’acqua di scolo, buttiamola, facciamo la seconda passata, non facciamola, mettiamo due foglie di basilico, mettiamone di più, usiamo le mani, usiamo gli strumentopoli e chi più ne ha più ne metta. In ogni caso, tra uno scambio di opinioni e l’altro il lavoro procede a ritmo serrato e i tre mastri delle discussioni Carmen, Franky e Claudio tengono comunque la truppa impegnata al completo.
Alla fin fine si passa tutta la prima scelta e la polpa viene una meraviglia, poi si decide di ripassare lo scarto e qui i problemi si fanno sentire con continui inceppamenti della macchina e successivi scambi di opinione tra i conservatori e i fautori dello scarto.
Una volta terminato il passaggio alla macchina, eliminati i semini e le buccine la passata è pronta per essere invasata. Gli uomini di casa preparano i barili per la bollitura che sterilizza i vasetti mentre il resto dei commilitoni inizia a invasare: 2 o 3 o 10 foglie di basilico e poi pummarola fino al bordino o appena sotto o molto sotto che dir si voglia. Ognuno sostiene la sua tesi. Fiffi a forza di chiudere vasetti come un vero guerriero, si fa venire due mega calli nella polpa della mano, sostituisce Frenky, mani grosse. Fiffi passa a mettere i vasetti nei fogli di giornale. La produzione inizia ad essere numerosa, si comincia a preparare per la bollitura. Mauro, anche con un solo braccio a disposizione, fa la spola da acqua a barili. Nei barili Piera introduce una serie di stracci per evitare che i vasetti si rompano. E così man mano si procede fino a completare gli ingredienti. I vasetti bolliranno poi per circa 2 ore, dopo di che si lasciano raffreddare nell’acqua fino al giorno dopo. E così domani verremo a prendere i nostri soldatini.

Ed ecco qui tutti i soldatini schierati in formazione. Belli vero?


giovedì 23 agosto 2012

Jacket potatoes



Intanto cominciamo col cospargerci il capo di cenere… Scusate, scusate e ancora scusate la mia lunghissima e interminabile (anche per me) assenza. Davvero non ho avuto modo di stare dietro al mio amatissimo blogghino né di stare ai fornelli granché, cosa che mi duole ancor più. La ragione è semplice… ho cambiato casa! La grande novità è arrivata inaspettata e ci ha colto impreparati e così, in un vortice di cose da fare, la cucina è purtroppo passata in secondo piano.
Adesso però che siamo installati… ci sono una serie di buone notizie:
1.     la mia nuova cucina è enorme, bellissima e super efficiente. Piano di lavoro in acciaio inox da vera chef e fuochi professionali;
2.   abbiamo un giardino enorme, con tante erbette fresche e un grande spazio dedicato all’orto;
3.    abbiamo due nuovi cucciolotti: Otto, il bassotto e Gatty, il gatto (mi pare ovvio!);
Il terzo punto non vedo come possa beneficiare ad un blog di cucina, ma non si sa mai… volevo comunque inserirlo nelle grandi novità. In ultimo, non sono matta a parlare di me al plurale, ma voglio che anche il mio maritino (che di –ino non ha un granchè) entri a far parte dei grandi cambiamenti e così utilizzo il plurale. Oggi sono un po’ romantica, ma proprio un’anticchia, perché è il compleanno del nostro matrimonio.
Adesso bando alle ciance e parliamo di cucina! Ah no, volevo anche dire che mi sto cimentando anche nel gardening come a noi poliglotti piace chiamare “fare l’orto” cose che mi gusta assai, di cui certamente vedrete i benefici nelle mie ricette anche se non potrete sentire il gusto completamente diverso degli ortaggi coltivati da noi. La cosa, oltre a indubbi vantaggi… contribuisce a togliere tempo al blog. Comunque non temete, troverò il tempo per tutto!
Cucina? Allora, non so voi, ma qui in questi giorni si sono tolte patate e allora ecco una cosina che unisce i lavori dell’orto e il periodo di vacanze, che per noi sono quasi sempre all’estero e quindi… ricette dal mondo.

INGREDIENTI
Patate
Burro
Sale & pepe
Per i ripieni:
§  Tonno, Maionese
§  Formaggio Cheddar e prosciutto
§  Ricotta, pepe
PREPARAZIONE
Lavare bene strofinandole le patate lasciando la buccia che in teoria si potrà anche mangiare vista l’alta temperatura del forno. Con i rebbi di una forchetta bucherellare la patata, oliare bene la buccia e strofinare bene una manciata di sale sulla superficie.
Avvolgere ogni patata singolarmente in un foglio di carta stagnola, riporre su una teglia e infornare a 200 gradi per circa un’ora o comunque fino a quando infilando un coltello risulteranno morbide.
Arturo e Kiwi ti segnalano che
questa ricetta è adatta ai più piccoli!
Rimuovere il cartoccio, incidere la patata a croce e aprirla (occhio al vapore caldissimo che emaneranno… NON BRUCIATEVI!). Mettere un pezzetto di burro al centro e con una forchetta lavorare la polpa della patata per renderla simile a un purè. Salare, pepare, aggiungere gli ingredienti scelti. Se necessario ripassare al grill per un paio di minuti, in ogni caso vanno mangiate calde perché sennò perdono la giusta fragranza.
Per il ripieno potete sbizzarrirvi, noi qui abbiamo provato due grandi classici e cioè tonno con mayo e cheddar con prosciutto. Poi abbiamo provato con ricotta fresca di pecora e pepe.
Per voi… spazio alla fantasia e a ciò che più piace. Ottime anche con salmone affumicato, baked beans, scrambled eggs e chi più ne ha più ne metta.